Progetto Allarme

Consigli e raccomandazioni per l‘utente, relativi alle fasi di progettazione, installazione e manutenzione dell‘impianto.

1. Progettazione

Per la corretta progettazione di un impianto di protezione di allarme antintrusione è necessario seguire una procedura che preveda le seguenti fasi:

  • acquisizione delle richieste del cliente: essenziale è conoscere le esigenze individuate dal cliente, gli obiettivi che desidera raggiungere con l’installazione dell’impianto, il preventivo di spesa che ha a disposizione;
  • acquisizione dei dati generali: a seguito di sopralluoghi è necessario individuare la tipologia di ambiente da proteggere, la posizione e la tipologia di porte e finestre, i percorsi. le vie di fuga e di ingresso, le uscite, le misure o i sistemi di sicurezza esistenti, ecc.;
  • esecuzione dell’analisi del rischio;
    definizione degli obiettivi;
  • individuazione delle misure di protezione;
  • stesura delle logiche gestionali del sistema.

Il progetto deve prevedere l’uso di apparecchiature di allarme antintrusione certificate e quindi conformi alle Norme CEI applicabili ai prodotti. Altri elementi accessori dell’impianto (cavi elettrici, ecc.) devono essere conformi alle relative Norme CEI.

Una volta in possesso di tutte le informazioni acquisite ed elaborate durante la progettazione preliminare, il progettista può procedere alla fase di progettazione esecutiva.

2. Installazione

L’installazione deve essere eseguita a regola d’arte.

Deve essere effettuata quindi da un’azienda in possesso dell’attestato di riconoscimento dei requisiti tecnico – professionali della Camera di commercio, dell’industria. dell’agricoltura e dell’artigianato e quindi in grado di rilasciare tulle le dichiarazioni previste della normativa vigente. Detta azienda deve garantire un’installazione nel rispetto delle norme tecniche CEI e UNI e di tulle quelle normative che riguardano gli impianti ad esso collegato, e svolgere e proprie attività nel rispetto della corrente legislatura sulla sicurezza sul lavoro (Decreto Legislativo 626)4 e successive modificazioni).

Le ditte installatrici di impianti dì sicurezza antintrusione, antifurto e antiaggressione registrate presso IMQ possono certificare la realizzazione di un impianto nel rispetto delle Nonne CEI con apparecchiature certificate.

L’installatore deve provvedere, con mezzi, materiali e personale specializzato a:

  • realizzare i collegamenti elettrici e la messa a terra
  • posare tubazioni e cavi necessari alle interconnessioni (impianti cablati);
  • posizionare e cablare i sensori.
  • posizionare e cablare la centrale e dispositivi di allarme.

Ultimata l’installazione dell’impianto. l’installatore deve procedere alla verifica della conformità della fornitura. controllando la funzionalità del sistema installato.

3. Collaudo (verifica del funzionamento dell’impianto)

Il collaudo dell’impianto è un aspetto importante del processo di realizzazione del sistema antintrusione, anche ai fini della certificazione dell’impianto.

L’installatore deve verificare e certificare che le prestazioni ottenute siano quelle di progetto e comunque conformi con il tipo di impianto commissionato e quindi realizzato.

Devono essere eseguite tutte le prove di conformità indicate nelle norme vigenti ed in particolare è necessario verificare che la fornitura dei materiali ed apparecchiature corrisponda in quantità e qualità alle prescrizioni progettuali e contrattuali: che i materiali utilizzati non abbiano anomalie costruttive; che il sistema sia correttamente configurato e che vengano effettuate le prove di funzionamento.

Queste prove devono essere eseguite in presenza del cliente, che deve convalidare la positività del collaudo (per esempio apponendo la propria firma per accettazione su un documento di collaudo).

4. Istruzioni per l’uso dell’impianto

Terminate le operazioni di collaudo dell’impianto deve essere cura dell’installatore formare il cliente sull’uso dell’impianto e consegnare i manuali di installazione e utilizzazione dei dispositivi installati (redatti in lingua italiana).

Tra gli argomenti da trattare durante la formazione sono compresi almeno i seguenti:

  • descrizione apparati installati;
  • utilizzo e funzionalità di ogni apparato:
  • addestramento all’utilizzo dei diagnostici per verificarne la corretta funzionalità;
  • comportamento in caso di funzionamento inappropriato o inatteso.

5. Documentazione dell’impianto

A collaudo positivo effettuato, l’installatore deve consegnare al cliente la documentazione finale costituita da:

• distinta dei materiali installati, corredati con gli estratti di cataloghi e delle schede tecniche di prodotto:

• i disegni “definitivi” dell’impianto realizzato, comprendenti:

- schemi elettrici. comprensivi dei dettagli costruttivi dei quadri:

- tracciati delle interconnessioni degli impianti:

- planimetria con ubicazione di centrale, sensori e dispositivi di allarme:

- tabulati con i parametri configurati nell’installazione;

• manuale di manutenzione che comprenda le modalità e la periodicità della manutenzione;

• copia del certificato di avvenuto collaudo;

• dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola d’arte (legge n. 46/1990).

Per quanto riguarda quest’ultimo documento. sottolineiamo che gli impianti antintrusione eseguiti in conformità alla norma CEI 79-3 si intendono a regola d’arte e pertanto osservano pienamente le disposizioni della Legge n. 46/90.

Un importante aspetto è quello legato alla registrazione che alcune ditte installatrici di impianti di allarme intrusione hanno ottenuto da IMQ, dove è operante il sistema di certificazione per gli impianti antifurto che prevede il rilascio di un apposito certificato IMQ/Allarme per gli impianti installati nel rispetto della nonna CEI 79-3. A tali aziende è fatto altresì l’obbligo di rilasciare anche la “dichiarazione di conformità” in quanto il certificato IMQ/Allarme non è sostitutivo a tale dichiarazione, ma costituisce elemento di qualificazione.

6. Garanzia

Il consumatore che acquista un impianto oggetto di questa guida. trattandosi di “beni da fare o da assemblare”, ha diritto di vedersi riconosciuti i benefici previsti dal decreto legislativo n. 24/2002.

In particolare, in caso di “difformità” dell’impianto installato e consegnato rispetto a quanto proposto e acquistato, il consumatore ha diritto al ripristino della conformità, senza sostenere spese, per un periodo di due anni. Tale ripristino si realizza tramite la riparazione o sostituzione del bene entro un termine congruo dalla richiesta. La scelta tra riparazione e sostituzione dipende dalla minore onerosità di un rimedio rispetto all’altro, sempre che il rimedio meno oneroso non arrechi notevoli inconvenienti al consumatore. Nei casi in cui l’intervento di ripristino dell’impianto non sia stato tempestivo o abbia arrecato notevoli inconvenienti al consumatore, questi potrà chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo. Tuttavia, e importante notare che la risoluzione del contratto non può essere richiesta per i difetti di lieve entità.

Il principio fondamentale che ispira il decreto legislativo 24/2002 che recepisce la Direttiva europea 1999/44/CE), stabilisce che il consumatore ha diritto di acquistare un bene conforme alle sue aspettative sia quanto a durata che quanto a caratteristiche e funzionalità.

A difesa dei consumatori, che recepiscano talvolta messaggi pubblicitari e descrizioni commerciali che possono essere incompleti o fuorvianti, il DL 24/2O02 responsabilizza l’ultimo anello della catena che entra in contatto con il cliente: il venditore. Spetta cioè a quest’ultimo informare correttamente il cliente, confermando o riducendo la portata dei messaggi pubblicitari ed orientandolo verso la scelta più rispondente alle sue necessità.

Per stabilire la conformità dell’impianto al contratto e determinante la “descrizione delle caratteristiche d’impianto” che il venditore presenta al compratore. Tale descrizione è il parametro di riferimento delle aspettative che il cliente può legittimamente avere e sarà la base per valutare l’eventuale difformità al contratto.

I diritti previsti in favore del consumatore sono irrinunciabili. Ciò vuoi dire che qualunque accordo con il quale si cerchi di limitarli o modificarli in senso peggiorativo, anche se sottoscritto dal cliente, è nullo e non produce alcun effetto.

Attenzione: Ai tini dell’applicazione della garanzia è molto importante la differenza tra “conformità dell’impianto a contratto” e “vizio di conformità esistente alla consegna”.

Il concetto di vizio di conformità esistente alla consegna è un aspetto molto importante e indica che il difetto, per rientrare nella garanzia, deve esistere al momento della consegna dell’impianto. Cioè i difetti per i quali può scattare la responsabilità biennale non sono ne la normale usura, nè i difetti derivanti da un’erronea utilizzazione/manutenzione dell’impianto, Per tale motivo è particolarmente importante richiedere al fornitore dell’impianto tutte le informazioni per una corretta utilizzazione, compresa l’indicazione della necessità di controlli intermedi per la manutenzione dell’impianto.

La garanzia non si applica qualora si tratti di guasti causati ai prodotti da negligenza, incuria, dolo del Cliente o del suo personale o di terzi, da difetti dell’impianto elettrico. radio e telefonico eventualmente collegati, dalle condizioni atmosferiche, da causa di forza maggiore, qualora la manutenzione o le riparazioni non vengano effettuate a cura dell’Azienda o ditte delegate, qualora non siano utilizzati accessori acquistati direttamente dall’Azienda, qualora l’inefficienza dell’impianto sia causata dall’uso non appropriato o scorretto del software applicato, qualora l’inefficienza sia causata dalla mancata effettuazione da parte del Cliente delle opere strutturali a suo carico.

7. Manutenzione

La causa più comune del funzionamento non corretto di un sistema di allarme in caso di intrusione è una manutenzione inadeguata.

Ogni impianto deve essere pertanto Oggetto di una periodica manutenzione che ne assicuri il corretto funzionamento.

La manutenzione preventiva deve prevedere due o più interventi programmati di controllo annuali su tutti i componenti dell’impianto.

La manutenzione correttiva deve prevedere gli interventi necessari per la messa a punto o la sostituzione dei componenti guasti, a seguito di malfunzionamenti dell’impianto segnalati dall’utilizzatore.

E necessario dunque affidare la manutenzione ad una organizzazione (può essere lo stesso installatore) che sia in grado di effettuare la manutenzione preventiva e, in caso di malfunzionamento o avaria del sistema, sia in grado di intervenire repentinamente con personale addestrato per ripristinare il corretto funzionamento: è opportuno stipulare un apposito contratto di manutenzione.

La manutenzione presentiva deve prevedere come minimo le seguenti operazioni:

  • controllo approfondito di tutte le parti componenti dell’impianto e le interconnessioni;
  • test di funzionamento dalla centrale, degli organi di comando e dei sensori:
  • test dei dispositivi di segnalazione d’allarme collegati, sirene, dispositivi di chiamata, ecc…;
  • sostituzione preventiva di parti e componenti impianto soggetti a elevata usura o vita di tempo limitata (es. sostituzione periodica batterie).

Tutte le prove devono essere annotate su un’apposita lista di controllo predisposta, certificando la rispondenza alla conformità delle misure e verifiche funzionali. rispetto alla lista dei punti e dei parametri di riferimento riportati sul modulo.

Il cliente deve essere informato dell’esito del controllo, del buon funzionamento dell’impianto o delle eventuali non conformità rilevate dal tecnico in modo da concordare modalità e tempi di eventuali ripristini necessari.

Una copia della lista di controllo deve rimanere al cliente, controfirmata da entrambi.

I contratti di assistenza possono essere di vari tipi:

  • l’assistenza in garanzia viene prestata a termini di legge per tutte le realizzazioni;
  • l’assistenza su contratto prevede normalmente due o più interventi programmati annui di manutenzione nonché altri interventi eventualmente necessari, la sostituzione dei componenti guasti, la garanzia sui componenti sostituiti, eventuali servizi di ricezione allarmi guasti/anomalie tecnologiche inviati telefonicamente dall’impianto d’allarme ad un centro di telecontrollo;
  • l’assistenza su chiamata prevede il ripristino delle condizioni di funzionamento dei prodotti addebitando al cliente il costo dell’intervento comprendente le parti eventualmente sostituite e la mano d’opera.

Riassumendo…

  • Nella progettazione di un impianto, è opportuno affidarsi a specialisti certificati in grado di effettuare un’accurata e corretta analisi del rischio.
  • E’ necessario servirsi solo di installatori professionisti.
  • L’installatore è tenuto ad eseguire il collaudo, a dare adeguate istruzioni sul corretto utilizzo dell’impianto e a rilasciare tutta la documentazione di legge.
  • Il cliente ha diritto ad una garanzia pari a due anni, ma solo nei primi sei mesi non tenuto a dimostrare che il difetto era presente alla consegna dell’impianto.
  • E’ opportuno attivare un contratto di manutenzione con l’installatore dell’impianto, per avere la garanzia di un lungo e regolare funzionamento.
  • Un ultimo consiglio: evitare il “fai da te”, in quanto la sicurezza non si improvvisa.